Concimi, malattie e disinfezione.

A lezione con Giuseppe.

Posted by Marco on Monday, April 15, 2019

Legenda

La serata

Giuseppe è un eccellente bonsaista, con un passato di lavoro professionistico all’interno di una nota azienda di concimi e prodotti per le malattie delle piante. La sua esperienza torna di grande aiuto a tutti i soci del club.

Tutti in aula

Le sostanze nutritive

Possiamo dividere le sostanze nutritive in due gruppi principali: macroelementi e microelementi

macroelementi si possono dividere a loro volta in macroelementi primari che sono:

  • AZOTO (N)
  • FOSFORO (P)
  • POTASSIO (K)

macroelementi secondari sono:

  • CALCIO (CA)
  • FERRO (Fe)
  • MAGNESIO (Mg)
  • ZOLFO (S)

I microelementi principali sono:

  • BORO (B)
  • MANGANESE (Mn)
  • MOLIBDENO (Mo)
  • RAME (Cu)
  • ZINCO (Zn)

L’AZOTO (N) è il quinto elemento più abbondante nell’universo, ed è il primo elemento per abbondanza presente nell’aria (circa il 78%) e penetra nel terreno per liquefazione. L’azoto inoltre è presente in tutti gli organismi viventi in una grandissima quantità di molecole come DNA, ATP, proteine ecc. Riassumendo l’azoto è un elemento essenziale per la vita di ogni essere vivente presente sula terra, comprese le piante, per le quali rappresenta “l’ingrediente” essenziale per molti dei processi bilogici come Allungamento di fusti, rami, radici, produzione di foglie ecc. L’azoto facilita l’assorbimento del fosforo, ma deprime l’assorbimento del potassio La carenza di azoto nelle nostre piante si manifesta visivamente principalmente con una colorazione giallastra delle foglie (clorosi), crescita stentata e riduzione della lunghezza degli internodi. L’eccesso invece si manifesta con arrossamento apicale, colorazione verde scuro delle foglie, che tendono ad assumere un aspetto lucido e a deformarsi, i rami aumentano la lunghezza dell’internodo, le radicii assorbono meno acqua e tendono a marcire, inoltre la painta diviene più sensibile ad infezioni funfinee e attacchi da parte di insetti dannosi. Se l’eccesso di azoto è grave le estermitaà delle foglie tendono a seccarsi.

Il FOSFORO (P) è un importante elemento costitutivo dei tessuti, fondamentale per la lignificazione, la fioritura e la struttura dei germogli. Il fosforo rientra nella produzione degli acidi nucleici (DNA e RNA), dei fosfolipidi che costituiscono la membrana cellulare e ha un ruolo essenziale nel metabolismo cellulare (ATP, GTP, NADPH ecc.). Gli ioni fosforo che sono presenti nel terreno si legano con altri cationi come Calcio, ferro e alluminio. La massima disponibilità dei fosfati si ha quando il pH del terreno è intorno a 6,5, se il pH sale a livelli più alcalini si ha formazione di fosfati di calcio, mentre se il pH diventa più acido si formeranno fosfati di ferro e alluminio. Il pH è inoltre importante per l’attività dei microrganismi (pH ottimale per il processo di mineralizzazione microbica è circa a pH7)che sono addetti alla decomposizione della sostanza organica, trasformando il fosforo organico in fosforo minerale, disponibile per l’assorbimento radicale. Perchè il fosforo sia assorbito correttamente dlle radici è di grande importanza la presenza delle micorizie poichè le ife fungine riescono ad esplorare una notevole massa di terreno ramificandosi nei composti umiferi ricchi di fosforo. Nei casi di carenza di fosforo la pianta presenterà una crescita rallentata, foglie piccole, di un colore verde bluastro e con macchie scure, gli steli le foglie e le nervature diventano più o meno rossastri a partire dai bordi e dal retro. Le foglie vecchie diventano scure e arricciate. In caso di grave carenza possono comparire macchie inizialmente violacee che seccano successivamente, infine la foglia cade. La carenza aumenta nei terreni argillosi o acidi. Nei casi di carenza o di eccesso di fosforo le painte sono più soggette alle malattie e alle muffe.

Il POTASSIO (K) è un elemento fondamentale, la sua principale funzione è relativa alla sintesi degli zuccheri, alla formazione dei profumi, alla colorazione dei petali, contribuisce a far abbassare il potenziale idrico delle radici aumentando l’assorbimento di acqua, regola la concentrazione della linfa, è significativo nella traspirazione fogliare agendo sui meccanismi di chiusura e apertura degli stomi e influenza la fruttificazione. Il potassio è contenuto in molti minerali e in sostanze organiche, tuttavia quello che viene assorbito dalle piante è quello libero in soluzione circolante nel terreno. La carenza di potassio può avere varie cause, come una vera e propria assenza di questo elettrolita, oppure un eccesso di altre sostanze che ne inibiscono l’assorbimento come il Magnesio. La carenza di potassio si manifesta con ingiallimento del bordo fogliare che successivamente si può estendere a tutta la foglia, germogli e rami poco lignificati facilmente rompibili, frutta poco colorata e di piccole dimensioni, fioritura ritardata e ridotta, foglie più vecchie che perdono lucentezza e presentano macchie. Un eccesso di potassio può essere causato da una diminuzione di elementi come Magnesio, Manganese, Ferro e Zinco che ne riducono l’assorbimento del potassio. i segni di eccesso di potassio sono a volte difficili da interpretare poichè le foglie assumono una colorazione giallastra tendente al bianco.

Il CALCIO (Ca), garantisce la resistenza della pianta, una sua carenza causa ingiallimento, curvatura e appassimento fogliare, va riportato inoltre che le piante acidofile essendo calcifughe a causa di eccessiva presenza di calcio presentano ingiallimento fogliare.

Il FERRO (Fe), con il magnesio è un componente primario della clorofilla e regola con vari enzimi i processi vitali della painta. La sua carenza comporta clorosi con ingiallimento delle foglie, inizilmente interessa quelle più giovani. Se viene ripristinato un corretto apporto di ferro (con utilizzo di ferro chelato) le foglie possono tornare alla normale colorazione verde.

Il MAGNESIO (Mg), come detto in precedenza con il ferro è componente fondamentale della clorofilla, la sua carenza si manifesta attraverso ingiallimento fino allo sbiancamento di aree delle foglie più vecchie. La carenza può essere corretta, tuttavia le foglie non recupereranno la colorazione.

Lo ZOLFO (S), è un elemento che compone gli amminoacidi e partecipa a dare sapore ai frutti. La sua carenza causa un ingiallimento delle foglie.

Il BORO (B), con altri elementi partecipa alla formazione di radici, fiori e frutti. La carenza causa morte dei germogli, arresto della crescita delle gemme.

Il MANGANESE (Mn), partecipa alla produzione della clorofilla, il suo assorbimento è migliore se il terreno è acido. La sua carenza si nota attraverso ingiallimento di aree delle foglie più vecchie.

Il MOLIBDENO (Mo), Partecipa allo sviluppo della pianta, è presente in piccolissima quantità nella pianta. La sua carenza comporta dimensioni ridotte della pianta e caduta delle foglie.

Il RAME (Cu), Partecipa alla formazione della clorofilla ed è costituente di molti enzimi che regolano i processi vitali della pianta.

Lo ZINCO (Zn), è un elemento che permette lo sviluppo dei semi. La sua carenza comporta alterazioni delle foglie.

I Concimi

Come detto in precedenza AZOTO, FOSFORO e POTASSIO sono i macroelementi principali, per questo presenti in ogni concime. Le composizioni dei concimi possono tuttavia variare e in base alla quantità di N-P-K possono essere considerati bilanciati (se le quantità dei tre elementi si equivalgono), azotati (se la quantità di N prevale su P e K), fosforati (se la quantità di P prevale su N e K) e potassiati (se la quantità di k prevale su N e P).

Giuseppe durante la lezione

I concimi a loro volta si dividono in chimici e organici.

La grande differenza si fonda sul fatto che i concimi chimici sono solubili in acqua e quindi pronti per essere direttamente assimilati dalla pianta (spesso disponibili in forma liquida, o in polvere); mentre i concimi organici sono generalmente a lenta cessione, in quanto disponibili in forma solida (granuli ecc.), tramite l’irrigazione e la pioggia si sciolgono lentamente penetrando nel terreno e trasformandosi in sostanze nutritive, che vengono assorbite tramite l’apparato radicale. La differenza appena descritta è di fondamentale importanza in quanto utilizzando un concime organico anche se somministrato in leggero eccesso difficilmente causerà la comparsa di problematiche legate all’eccessiva concimazione, mentre l’utilizzo di un concime chimico se non dosato con accuratezza e somministrato con le giuste tempistiche potrebbe portare anche alla morte della pianta.

Come concimare

Generalmete se la pianta è in formazione la concimazione sarà più ricca di azoto, per consentire alla pianta uno sviluppo rapido ed ottimale. Se invece la pianta ha raggiunto il grado di maturazione che desideriamo la concimazione sarà meno frequente e meno ricca di azoto e atta a favorire il normale ricambio vegetativo.

Le tempistiche di concimazione sono importanti quanto il rispetto dei dosaggi del singolo concime, poichè la pianta necessita di poter assumenre i corretti nutrimenti nel momento più adatto. Possiamo stilare in via generale una piccola tabella riassuntiva riguardante le tempistiche di concimazione (senza specificare che tipo di concime usare), ricordando però che ogni pianta ha le proprie tempistiche, (dettate per esempio dall’area geografica in cui crescono, clima secco o umido, ecc.)

Conifere Latifoglie
MAGGIO (1˚ intervento) MARZO (1˚ intervento)
LUGLIO (2˚ intervento) LUGLIO (2˚ intervento)
NOVEMBRE (3˚ intervento) SETTEMBRE (3˚ intervento)

Il concime va fornito alla pianta assicurandosi che il terreno sia umido e nelle ore più fresche della giornata (soprattutto nei periodi dell’anno più caldi) ad eccezione dei granuli che possono essere distribuiti in qualsiasi momento. infine il prodotto andrà correttamente diluito in acqua (è bene tenere a mente che è meglio scarseggiare lievemente con la dose piuttosto che eccedere).

Malattie e disinfezione

Nella gestione delle nostre piante, siamo abituati a trovarci di fronte varie problematiche, tra queste le più importanti sono sicuramente le malattie che le possono colpire. Come per gli umani la prevenzione è fondamentale anche nel regno delle piante (sempre adottando le giuste precauzioni, per non nuocere a se stessi e all’ambiente) e al manifestarsi di una patologia procedere tempestivamente con il giusto intervento, atto a risolvere la problematica clinica riscontrata. Per essere in grado di agire in modo efficace nei confronti di una malattia, dobbiamo saper riconoscere la problematica che abbiamo di fronte dal corollario sintomatologico della nostra pianta.

Per potersi accorgere della presenza di eventuali malattie delle nostre piante non c’è metodo migliore di una rilassante passeggiata tra loro, osservando la colorazione delle foglie (presenza di macchie, zone sbiadite, presenza di zone secche, se sono ritoerte), osservare la pagina inferiore delle foglie e come si presentano i germogli. Spesso dalla semplice osservazione di questi tre elementi possiamo accorgerci se la pianta presenta un problema, che può andare dalle carenze nutrizionali (come descritto in precedenza), alla presenza di attacchi fungini, di insetti, ecc.

Di seguito presentiamo un breve elenco delle malattie principalii in cui possiamo imbatterci, descrivendone gli aspetti principali e per aiutare a riconoscerle, senza però fare accenno al prodotto da utilizzare, poichè una volta diagnosticata correttamente la patologia, troveremo in commercio il relativo prodotto da applicare.

Insetti

  • ACARI : Facenti parte della classe degli aracnidi; gli acari che attaccano le piante sono insetti fitofagi che si nutrono dei liquidi cellulari delle pari verdi. Un rappresentante della categoria è il famoso ragnetto rosso, che è spesso riscontrabile sulla pagina inferiore delle foglie; le quali si presentano ingiallite, con sfumature color bronzo e alle volte anche deformate. Tale alterazione fogliare è dovuta alla saliva iniettata dall’acaro nella foglia per poterne assorbire in seguito i liquidi cellulari.

  • AFIDI : Più comunemente denominati “pidocchi”, che si possono presentare in un’ampia gamma di colorazioni, sono dotati di un apparato buccale pungente, tramite il quale assorbono i liquidi delle zone verdi della pianta. Li si possono trovare comunemente sulle foglie e sui germogli, producono una sostanza di scarto che prende il nome di “melata”, di consistenza appiccicosa, che in caso di infestazione importante può anche rivestire aree delle zone verdi, rappresentando un ottimo substrato per infestazioni fungine (la fumaggine è la più probabile). La puntura dell’afide causa inoltre la formazione di galle, accartocciamento delle foglie e ingiallimento delle stesse. infestazioni molto importanti, se non controllate efficacemente possono anche portare alla morte della pianta.

  • AFIDI LANIGERI : È un particolare tipo di afide dall’aspetto cotonoso, che si presenta in ammassi e come i precedenti attacca le parti verdi della pianta rallentandone la crescita. Attraverso il proprio apparato buccale pungente inietta una sostanza tossica per la pianta che causa il gonfiore dell’area interessata.

  • CIMICE VERDE : Insetto famosissimo, presente in diverse colorazioni in base alla specie, le punture di questo insetto determinano morte delle gemme da fiore, e danni alle foglie che si evidenziano come zone necrotiche di disseccamento e zone necrotiche sui frutti che assumono inoltre un cattivo sapore. le cimici inoltre possono trasmettere alla pinta infezioni di tipo batterico.

  • COCCINIGLIE : Rappresentano un ampio gruppo di insetti, presenti su rami, fusto, foglie e germogli; nella loro forma adulta sono ipomobili o addirittura immobili, riconiscibili dal caratteristico “scudetto”. Come abbiamo visto per gli afidi, attraverso il loro apparato buccale pungente assorbono i liquidi cellulari della painta e producono come sostanza di scarto la melata, che fa da substrato per infezioni fungine (la fumaggine è la più probabile, come visto precedentemente).

  • LARVE MINATRICI : Fanno parte di questo gruppo generico le larve di piccoli lepidotteri, che sono dotati di aparato buccale masticatore, con il quale scavano vere e proprie gallerie all’interno della lamina fogliare. Causano riduzione dell’attività fotosintetica e la precoce caduta delle foglie.

  • LEPIDOTTERI DEFOGLIATORI : Intendiamo un vasto gruppo di larve di lepidotteri, (la piu famosa è la processionaria) sono insetti ricoperti da una folta peluria irritante, si nutrono delle parti verdi delle piante, (conifere e latifoglie) sono visibili poichè creano delle “palle” grigiastre di sostanza setosa, a livello dei rami. Attacchi da parte di questi insetti possono causare gravi danni alla pianta, che vanno dalla defogliazione parziale, defoglaizione completa, fino alla morte della pianta.

  • MAGGIOLINO : Fanno parte dell’ordine dei coleotteri, hanno una vita media totale di circa 3 anni. Durante la fase larvale (dura circa un anno e mezzo) si nutre delle radici, bulbi, ecc. causando gravi danni alla pianta, dalla crescita stentata alla morte della pianta. Mentre durante la fase adulta (dopo la fase larvale) si ciba delle parti verdi della painta e raramente causano seri danni.

  • MOSCA BIANCA : Intendiamo un ampio gruppo di insetti, che come caratteristica comune hanno la colorazione bianca delle ali. Si trovano sulla pagina inferiore delle foglie e tramite il loro apparato buccale pungente ne succhiano i liquidi cellulari, producendo come scarto la melata che come abbiamo gia visto è substrato per infestazioni funginee (la più probabile è la fumaggine). Il danno primario, cioè conseguente alla puntura delle foglie è l’ingiallimento e consecutiva caduta delle foglie interessate.

  • OZIORRINCO : Un insetto che come il maggiolino, attraversa un iniziale fase larvale, (colore biancastro) che si nutrono di radici, comportando anche gravi danni alla pianta. La seconda fase è quella adulta caratterizzata da un insetto di colore nerastro, con corpo allungato di circa 1cm, che ha abitudini notturne (uscendo dal terreno nelle ore notturne) e si ciba delle parti verdi della pianta.

  • TIGNOLE : Sono anch’esse facenti parte del gruppo di lepidotteri; caratterizzati da una fase larvale che si nutre di germogli di fiori, frutti e foglie, mentre la fase adulta è del tutto innoqua.

Malattie Fungine

  • CANCRO RAMEALE : Sono lesioni fungine che colpiscono prevalentemente gli organi legnosi, causando lesioni di forma ovalizzata o rotondegginte, dissecamento fogliare e se non prontamente trattato il cancro ramelae può arivare ad estendersi all’intera circonferenza della parte interessata (fusto, rami ecc.), causando anche la morte della pianta. Sono prevalentemente colpite da questa malattia il pero, melo,fico, biancospino, faggio, gelso e cipresso.

  • CARIE DEL LEGNO : Si tratta di una malattia fungina, molto pericolosa per due aspetti fondamentali, cioè causa la marcescenza del fusto o ramo interessato partendo dall’interno ed è quindi di difficile identificazione (almeno inizialmente). In base alla gravità del livello di marcescenza raggiunto la pianta presenterà sofferenza, dissecamento fogliare, fino alla morte di porzioni o dell’intera pianta.

  • FUMAGGINI : Le fumaggini sono un gruppo di microrganismi fungini che crescono in corrispondenza alla presenza della melata prodotta dagli insetti, causano un danno indiretto alla pinata, in quanto ricopre foglie e parti verdi riducendo la superficie disponibile per l’esecuzione della fotosintesi.

  • MARCIUME RADICALE : Malattie fungine che attaccano l’apparato radicale della pianta, proliferano in peresenza di umidità eccessiva del terreno spesso associato anche alle alte temperature estive. È riscontrabile anche nelle piante raccolte in natura, per le quali si mantiene il pane radicale originale, che mantiene grandi quantità di acqua. La prevenzione è il modo più efficace per evitare l’insorgere di questo temibile problema, utilizzando terricci di qualità con buona capacità drenante e applicare un corretto metodo di irrigazione. In caso di riscontro di marciume radicale (rallentamento o blocco della crescita, ingiallimento fogliare, disseccamento di porzioni più o meno vaste della painta, fino alla morte), si deve procedere ad un rinvaso d’emmergenza, cercando di lavare il meglio possibile le radici della pianta.

  • OCCHIO DI PAVONE : È una malattia fungina tipica dell’olivo, che si manifesta in caso di eccessica irrigazione o in stagioni molto piovose, con macchie brunastre sulle foglie e una caduta precoce delle stesse. può anche causare il disseccamento di rami.

  • OIDIO : Oidio o mal bianco, attacco fungino che crea colonie di muffa bianca sulla superficie delle foglie, causando una riduzione della funzione fotosintetica. L’attacco da parte dell’oidio, può interessate rapidamente gran parte o tutta la pianta indebolendola, rendendola anche piuù vulnerabile ad altri attacchi fungini o batterici.

  • RUGGINE : Si indica un gran numero di microrganismi fungini che colpiscono le foglie, sulla pagina superiore sono visibili delle macchie tonde di colore marrone, circondate da un alone giallastro, in corrispondenza delle quali sulla pagina inferiore possiamo osservare piccoli rigonfiamenti polverosi di aspetto e colore simile alla ruggine. Se l’attacco avviene nelle fasi iniziali di germogliazione può essere anche molto grave, mentre invece, se la ruggine compare in fase avanzata causerà generalmente la caduta delle foglie più vecchie.


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